Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Ricordi Di Vendemmia
Un giorno, all’alba di settembre,
quando il sole nel cielo non era
ancora spuntato
e appena le nuvole alte giocavano
con lui a nascondino,
in un cielo azzurro, appena velato
di foschia con un calore dolce
e un venticello che appena
scuoteva le foglie degli alberi
e le erbe del prato tra le rocce.
Le foglie dei vigneti, più in là,
erano piene di grappoli dorati,
ormai nel momento più giusto,
pronti per essere tagliati.
Ed io andavo con mio nonno
e tanti suoi amici, ancora bimba,
dalle trecce lunghe, là nei campi
pure a vendemmiare,
come fosse giorno di festa,
perché erano giorni di gioia e di allegria
per quella raccolta
che tutti vedeva allegri e uniti,
pensando solo a quanto era bello
stare tutti insieme,
in un momento e in una stagione
così particolare.
Andavamo seduti su un carretto,
trainano da un piccolo asinello,
quella mattina, verso il campo,
a vendemmiare.
In un solo giorno tutto il lavoro
si concludeva, interrotto solo
da un pasto preparato a casa
il giorno prima.
Non era un giorno faticoso,
ma più una festa, un diversivo,
un giorno d’allegria
per il piacere di stare in compagnia.
Infine, l’uva veniva trasportata
e schiacciata con un torchio antico,
girato dai muli con la loro forza,
con dei giri sempre uguali.
Dentro le botti, poi veniva travasato
il mosto, aspettando che infine
si trasformasse in un vino
tanto apprezzato, per il piacere
di essere gustato da ogni palato,
con grande soddisfazione di mio nonno.
BENEDETTA.